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di Monica Micheli*

L’amore è un edificio in continua manutenzione, perché duri a lungo. Al di là delle credenze che ci procurano non pochi disagi…

C’era una volta…il Principe Azzurro?

No, veramente c’era il matrimonio combinato.

L’innamoramento non era per forza legato al matrimonio: potevi perdere la testa per qualcuno, certo, ma alla fine la famiglia era un’istituzione economica, un contratto sociale, e i promessi sposi pedine per salvaguardare l’uno o l’altro patrimonio.

Non c’erano molte illusioni in merito a ciò.

Può suonare triste, ma almeno nessuno pensava di dover restare innamorato per sempre del partner.

Oggi, per fortuna, possiamo decidere in libertà con chi condividere l’esistenza.

Ma…

C’è un ma: crediamo che l’edificio della coppia sia fondato su un’inesauribile passione.

E’ un fraintendimento favolesco che porta solo dolore, perché non è affatto veritiero: l’amore romantico, sensazionale, da farfalle nella pancia non è per sempre. Cambia, muta, si trasforma in un rapporto sempre (e forse più) soddisfacente, fondato sull’amicizia, sulla complicità e – certo, perché no – anche su una buona intesa sessuale, anche se magari non si fa più l’amore tutta la notte come durante i primi incontri.

La transizione dal romanticismo passionale all’impegno relazionale è la più grande sfida delle coppie longeve.

Tanto che molte si perdono per strada, si sgretolano, vittime della sindrome da stress post romantico.

L’innamoramento, come abbiamo detto tante volte, è una fase paragonabile all’uso di sostanze stupefacenti: il cervello è pieno di composti chimici che stimolano più la passione che la parte razionale e nascondono così le imperfezioni del rapporto.

Ma finito l’effetto (un anno, un anno e mezzo, in media), bisogna fronteggiare la realtà: lui/lei non è perfetto/a. E meno male!

Però l’intimità sviluppata durante l’innamoramento è un’ottima base su cui costruire la vera coppia, intesa come un organismo che agisce per il bene di entrambi, con degli obiettivi comuni, degli stimoli di crescita.

La riduzione del desiderio è normale e non deve diventare un’ossessione.

Prima si esce dalle spirali farneticanti dei blockbuster romantici anni ’90, prima la coppia avrà modo di sviluppare il proprio potenziale.

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