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Che relazione c’è tra memoria e sensorialità? Lo svela una ricerca

Vi è mai capitato di guardare un tramonto e ricordarvi di un momento preciso, importante della vostra esistenza?

O di leggere un passo di un romanzo e, come per incanto, ritrovarvi col pensiero in una precisa situazione che avete vissuto?

Le esperienze si legano fortemente alle sensazioni che proviamo finché le viviamo, ma non nello stesso modo.

Una ricerca condotta dalla Rockefeller University di New York ha provato che ci sono sensi che più di altri imprimono i ricordi nella nostra mente, creando delle ancore potentissime.

Nello specifico, ricordiamo solo fino all’1% di ciò che tocchiamo, il 2% di quanto ascoltiamo, il 5% di ciò che vediamo e, con grande distacco, ben il 35% di ciò che annusiamo.

Del senso dell’odorato e del suo potere evocativo abbiamo parlato più volte.

La sua forza risiede nel fatto che è collegato alle parti più antiche del cervello, connesse alla memoria e alle emozioni.

Un profumo che si imprime nella nostra testa è davvero difficile da scordare…

Perde solo un quinto della propria vividezza nel ricordo, contrariamente a qualcosa di visto, che già dopo 3 mesi dimezza i suoi contorni definiti.

Quindi, se il nostro intento è quello di farsi ricordare, non va trascurato il profumo del quale vogliamo adornare noi e l’ambiente nel quale accogliamo chi vogliamo sedurre.
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