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La negoziazione, anche se burrascosa, è l’elisir di lunga vita della coppia

Lo dice l’adagio popolare, lo conferma la scienza: l’amore non è bello se non è litigarello.

Ci sono delle condizioni, come sottolinea uno studio dell’Università del Michigan, tra le quali figura il fatto che per essere costruttivo il bisticcio deve essere dinamico, non statico.

Tra le condizioni ottimali del divorzio, infatti, figura la modalità del conflitto che non porta da nessuna parte, ovvero quello statico.

La differenza è che il litigio dinamico può essere anche frequente, ma porta a risolvere il problema che via via si manifesta nella coppia.

Quello statico consiste nell’arenarsi sempre nella solita pantanosa questione.

Il che indica che non siamo capaci di raggiungere una mediazione, ma abbandoniamo per sfinimento.

 

Importante anche la modalità con la quale si esce dal conflitto, come sottolinea una ricerca condotta su oltre 70 coppie dalla studiosa Jessica Salvatore: la capacità di chiedere scusa e di non portare rancore da parte di entrambi è indice del benessere della coppia.

Lo stesso studio ha comunque evidenziato che a litigare bene si impara, perché tra i partecipanti alla ricerca quelli che riuscivano a gestire meglio i momenti successivi al litigio erano quelli che avevano assistito alla stessa modalità di gestione del conflitto da parte dei genitori.

 

Discutere, insomma, è un’arte.

Se l’obiettivo della coppia è crescere, difficilmente lo raggiungerà evitando il conflitto.

L’importante è non perdere mai di vista due elementi fondamentali: rispetto e umiltà.
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