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I bambini di coppie aperte o risposate hanno meno possibilità di avere relazioni stabili da grandi

Un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Ohio ha verificato che la capacità di costruire relazioni stabili e soddisfacenti è una combinazione di tratti genetici e di imitazione del modello familiare.

Calcolato che la metà delle convivenze (dati U.S.A.) si risolve nei primi cinque anni e la metà dei matrimoni entro i vent’anni, ne consegue che i bambini attuali abbiano degli esempi di unione romantica molto differenti rispetto ai nostri nonni.

La stabilità emotiva – è stato provato scientificamente – è positiva per il benessere psicofisico di tutti i componenti della famiglia, ma è un risultato sempre più difficile da conseguire.

Un mix di abilità relazionali osservate ed acquisite e tratti caratteriali ereditati stanno portando ad un sostanziale incremento dei tassi di abbandono delle relazioni e si prevede che tale percentuale continui ad aumentare nel futuro.

 

Lo studio trans-generazionale ha seguito più di 7 mila persone dal 1979, osservando soprattutto famiglie in cui i figli fossero stati affidati alle madri biologiche.

Non esistono parimenti dati relativi all’affido al padre, perciò le indicazioni salienti riguardano la parte femminile: le mamme hanno un grande ascendente sullo sviluppo emotivo dei figli, che potrebbero imitarne il comportamento di coppia.

Eventuali difficoltà psicologiche, l’incapacità di gestire i conflitti all’interno delle pareti domestiche o di impegnarsi a lungo termine saranno atteggiamenti molto probabilmente assunti anche dai figli, una volta diventati adulti.

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