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“Cara, dove sono i miei calzini?”. La scienza prova a spiegare il perché della domanda più snervante per le donne

Ci sono poche certezze nella vita: che la settimana in cui inizi la dieta ti invitano a diciotto aperitivi e che i calzini, in 10 anni di convivenza, sono sempre stati lì, nel primo cassetto accanto al letto.

Meccanicamente lui guarderà proprio lì, ma senza vederli.

E quindi ecco la classica richiesta di aiuto…

Per lungo tempo si è ipotizzato che potesse essere dovuto alle cattive abitudini cementate nella precedente vita da scapolo, servito e riverito da mammà.

Ma anche il pappagallino più svogliato, se ben seguito, in un paio di settimane riesce  memorizzare delle semplici operazioni mnemoniche.

Eppure il nostro lui se la cava bene con i nomi dei giocatori della sua squadra del cuore dal 1928 ad oggi.

Quindi, eliminando deficit di memoria ed estrema pigrizia, ci dev’essere qualcos’altro che spieghi l’incapacità maschile di vedere ciò che hanno sotto il naso.

A spiegare questo fastidioso comportamento, che fa spesso saltare i nervi alle partner, ci pensa la scienza.

E’ stato provato infatti che il problema risiede nella diversa visione periferica dei due sessi: l’uomo vede sfuocato già a meno di 45° di angolazione dal centro del campo visivo, mentre alcune donne riescono a sviluppare una visione periferica di quasi 180°.

Il fatto è curioso anche per le cause che potrebbero aver portato a tale differenza, ovvero le abitudini dei nostri più ancestrali antenati.

Infatti all’uomo-cacciatore serviva maggiormente vedere più lontano davanti a sé e concentrare l’attenzione sulla preda, anche se distante.

La donna-raccoglitrice doveva invece badare al nucleo familiare attorno a sé e cercare bacche e radici, piccoli oggetti a poca distanza.

 

Ricordatevi di specificarlo, la prossima volta che lei andrà su tutte le furie perché non trovate il gel!

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