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Italiani sempre più mammoni

“Certo, le tagliatelle come le fa la mia mamma…”

Sono diverse le cause ipotizzate per l’incessante aumento del numero di giovani italiani che figurano tra le mura natìe fino almeno ai 34 anni.

Non è solo la carenza di posti di lavoro, evidentemente, visto che nella classifica stilata da Eurostat l’Italia precede Paesi con un tasso di disoccupazione maggiore, come la Grecia.

Il 26,2% dei ragazzi italiani che vivono con i genitori è occupato a tempo pieno, mentre il 41,8 si dichiara studente.

Al contempo, però, è interessante notare come tra gli Stati membri dell’UE, nel 2017 la percentuale più alta di giovani che vivono in povertà sia stata osservata in Bulgaria (33,3%), Grecia (27,0%), Romania (20,9%), Ungheria (16,6%) e Cipro (16,0%); Lituania e Italia sono gli unici altri Stati membri con tassi superiori al 10,0%.

 

Se la disoccupazione e le ristrettezze economiche sono tra le motivazioni principali che portano i ragazzi italiani (2 su 3 tra i 18 e i 34 anni) a non spiccare il volo dal nido genitoriale, vi sono indubbiamente anche cause culturali.

E’ noto come il legame genitoriale sia molto forte nei Paesi della fascia mediterranea e le pressioni a restare in casa vengano dalla famiglia stessa.

Ad accondiscendere a tali richieste sono soprattutto i maschi, per quanto riguarda l’Italia: 72,7% contro 59,8%.

Sarà per questo motivo che crescono al contempo, come abbiamo visto in questo articolo, le coppie in cui lei è più grande?

 

 

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