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“Non sono rispettosi nei confronti degli operatori del sesso”

Amsterdam, la capitale europea emblema della trasgressione e, contestualmente, della tolleranza e del rispetto delle visioni e degli stili di vita di ciascuno.

Sono molte le key-words che si potrebbero scegliere per descrivere questa incantevole città, anche se nella testa dei più, prima di mulini a vento e Van Gogh, forse si attestano coffee shop e quartiere a luci rosse.

Irrinunciabile, per quanti abbiano raggiunto Amsterdam almeno una volta nella vita, curiosare tra le vetrine delle operatrici del sesso, dove le prostitute che regolarmente praticano secondo le leggi locali si propongono ai passanti.

Ebbene, una consuetudine alla quale si dovrà dire addio, a quanto pare, dall’inizio del 2020.

Le visite guidate per turisti “guarda e fuggi” sono infatti considerate dal governo olandese – e non senza fondamento – non rispettose di chi pratica legalmente la professione più antica del mondo.

Il sovraffollamento del quartiere a luci rosse desta preoccupazione nell’amministrazione locale, che si trova a gestire la presenza di oltre mille tour guidati alla settimana, con un picco di 28 tour all’ora in prima serata.

A detta poi delle stesse operatrici del sesso, queste visite turistiche sono estremamente contro producenti per gli affari, perché farebbero imbarazzare i potenziali clienti.

L’operazione si inserisce in un pacchetto di iniziative più vasto per arginare il fenomeno di disneyficazione della capitale olandese, nell’intento di spostare l’attenzione turistica verso il patrimonio culturale della città, più che ai suoi aspetti più pruriginosi, quali il consumo di alcolici, la prostituzione e l’uso di droghe leggere.

Insomma, un restyling per Amsterdam, che più che alla quantità garantisce di puntare alla qualità, nel rispetto della storia, della cultura e della pluralità delle sue offerte.

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